Al via la rottamazione quinquies
Conto termico 3.0: l'alternativa alle "classiche" detrazioni edilizie
per gli interventi di efficienza energetica
Con l'ufficialità della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025 in Gazzetta Ufficiale dallo scorso 30 dicembre) trova conferma anche la riapertura della c.d. Rottamazione delle cartelle esattoriali, ora mai giunta alla sua versione "Quinquies".
Riproponendo nella sostanza le condizioni e le modalità di accesso delle precedenti misure, questa consente a tutti i contribuenti (privati e imprese) la definizione agevolata dei carichi presso la Riscossione, ovvero di estinguere (o rateizzare) i debiti iscritti a ruolo pagando solo il capitale e le spese, con stralcio delle sanzioni, interessi di mora e aggio.
Sono ammessi alla rottamazione quinquies i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 202 relativi a imposte dichiarate ma non versate, attività di liquidazione automatica e di controllo formale delle dichiarazioni, contributi INPS non derivanti da accertamento ed alcune sanzioni come le violazioni al Codice della strada.
La domanda deve essere presentata telematicamente sul sito della AdER (qui la sezione dedicata online della scorso 20 gennaio ) entro il 30 aprile 2026, dopodiché gli importi saranno comunicati dagli Uffici entro il 30 giugno 2026. Sulla base di quanto comunicato, il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in massimo 54 rate bimestrali.
A partire dal 1° agosto 2026, sulle rate successive alla prima si applicano interessi del 3% annuo.
E bene ricordare che i benefici della rottamazione decadono se non viene pagata l’unica rata o due rate anche non consecutive del piano di liquidazione oppure l’ultima rata.
Come in passato, l’invio della domanda di rottamazione implica immediatamente lo stop a nuove procedure esecutive, la sospensione dei pignoramenti in corso e soprattutto la possibilità di ottenere nuovamente DURC e DURF.
Restiamo a disposizione per ogni approfondimento.
A cura di Chiara Zenari
