Bonus impatriati 2026

04/05/2026

Tempo di proroga per gli impatriati del 2019,
anocra possibile il nuove regime per i trasferimenti nel 2026

Il regime degli impatriati è un’agevolazione che consente, a chi trasferisce la residenza fiscale in Italia per lavorare, di detassare una gran parte del reddito prodotto, in genere il 30% o il 50% - a seconda delle varie norme di riferimento applicabili in corrispondenza del momento di trasferimento -  con ulteriori riduzioni in presenza di figli.

La norma istitutiva successivamente prorogata e modificata prevedeva come ulteriore agevolazione che il quinquennio agevolato fosse prorogabile per un ulteriore quiquennio esercitando un opzione espressa da parte dell'interessato. Il 2025 è il primo anno in cui questa proroga diventa concretamente applicabile per molti contribuenti: ad esempio, chi si è trasferito nel 2020 ha terminato il primo quinquennio agevolato (2020‑2024) e può quindi estendere il regime dal 2025 al 2029.

Nei modelli 730/2026 e REDDITI PF 2026 è confermata la possibilità di prolungare il beneficio per ulteriori 5 anni, ma solo per chi ha già fruito del primo quinquennio agevolato previsto dalla normativa previgente. Tuttavia, per i soggetti che si sono trasferiti dal 30 aprile 2019 in poi, la proroga non richiede più un’opzione a pagamento: è automatica in dichiarazione, utilizzando gli stessi codici (13 e 14) già in uso negli anni precedenti.

Per accedere alla proroga resta necessario conservare almeno uno di questi requisiti su cui si fonda l'accesso all'agevolazione:
  • la proprietà di un immobile residenziale in Italia;
  • la presenza di almeno un figlio minorenne o a carico.
In presenza di tali condizioni, l’agevolazione continua per altri 5 anni con una tassazione ridotta: in via ordinaria si tassa il 50% del reddito, che può scendere al 10% (quindi esenzione del 90%) in caso di almeno tre figli. 


Anche per chi intende trasferirsi nel 2026 resta applicabile il regime degli impatriati nella versione vigente, introdotta dal D.Lgs. 209/2023, che prevede una detassazione pari al 50% del reddito per cinque anni, elevata al 60% in presenza di almeno un figlio minorenne.

Rispetto al passato, l’accesso al regime è però più restrittivo: è richiesto un periodo minimo di permanenza all’estero (in generale almeno 3 anni), l’impegno a mantenere la residenza fiscale in Italia per almeno 4 anni e il possesso di elevata qualificazione o specializzazione professionale. Inoltre, è previsto un limite massimo di reddito agevolabile pari a 600.000 euro annui.
 

Restiamo a disposizione per ogni approfondimento. 

A cura di Giacomo Cacciatori

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