Rendicontazione contributi rilevanti società
E' in vigore la rendicontazione dei contributi pubblici delle società,
ma permangono molti dubbi operativi
Con il nuovo DPCM del 26 marzo 2026, sono entrate in vigore regole più stringenti sui controlli relativi ai contributi pubblici di importo significativo ricevuti dalle Società o enti in generale. Come comprensibile, la novità riguarda molte imprese e comporta importanti impatti organizzativi.
Secondo la norma istitutiva un contributo pubblico è considerato significativo quando supera 1 milione di euro all’anno oppure, anche se inferiore, quando rappresenta almeno il 50% delle entrate o del valore della produzione dell’impresa.
Questo criterio può penalizzare le realtà più piccole, per le quali importi anche contenuti possono risultare molto rilevanti. Va detto però che non è ancora del tutto chiaro cosa si intenda per "progetti o finalità di interesse pubblico", elemento centrale per l’applicazione della norma.
Gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione gravano sugli organi di controllo (Collegio Sindacale, Revisori o Sindaco Unico) che dovranno verificare che i contributi siano stati utilizzati correttamente e per le finalità previste: a tal scopo ogni anno dovranno predisporre una relazione da inviare al MEF entro il 30 aprile dell’anno successivo.
Va da sè che se l’impresa non ha un organo di controllo, dovrà nominarne uno.
La disciplina si applica già ai contributi ricevuti nel 2025. Tuttavia, si noti che il termine per la prima relazione (30 aprile 2026) è già scaduto prima ancora dell’entrata in vigore delle regole.
Queste novità comportano un aumento significativo delle responsabilità per i professionisti coinvolti, oltre alla necessità di raccogliere e conservare documentazione dettagliata sull’utilizzo dei contributi, ma anche di rafforzare i controlli interni aziendali e definire procedure dedicate.
Restano però importanti dubbi operativi, ad esempio quali documenti siano sufficienti per dimostrare il corretto utilizzo dei fondi e come coordinare il ruolo tra diversi organi di controllo eventualmente presenti.
Mentre quindi si attendono chiarimenti ufficiali che consentano una prima applicazione più graduale e uniforme, è consigliabile per le imprese:
- verificare i contributi ricevuti nel 2025;
- organizzare sistemi di tracciabilità delle spese;
- valutare l’adeguatezza dei controlli interni.
Restiamo a disposizione per ogni approfondimento.
A cura di Cristiano Vantini
